Sono inutili le tecnologie multimediali e interattive nelle mostre e nei musei?
Quando andiamo a visitare un museo quanti di noi si sentono attratti dal chiosco multimediale o dal video?
Le ormai immancabili postazioni multimediali fanno veramente gola ai visitatori?
I codici QR (Quick Response codes) vengono consultati da qualcuno?
Queste sono alcune domande oziose che mi sono posto visitando i musei e cercando di capire perché io stesso non fossi attratto da questi dispositivi. Come i miei due assidui lettori sanno, io sono appassionato di tecnologie e sono convinto della loro utilità in molti ambiti della vita comune. Perché visitando i musei questa passione spesso non si manifesta?
Ho cercato i motivi per cui io non sono interessato a questo tipo di approfondimenti e perché viceversa, le poche volte che mi capita, sono spinto a utilizzare questi strumenti.
Bighellonando per il web ho trovato alcuni autorevoli articoli che mi ha confermato alcune cose e chiarite altre. Come al solito la verità è molto semplice e la risposta ovvia. L’utilizzo di strumenti multimediali per aiutare e approfondire la visita è una risorsa se viene fatto con sapienza e professionalità. Al contrario appare un inutile dispendio di risorse.
AR (Realtà aumentata) QR code, solo per citarne alcuni, sono degli ottimi ausili di visita e possono rendere la visita molto più interessante e immersiva ma per esserlo devono essere ben pensati all’interno dell’esposizione. Come altri strumenti devono essere progettati insieme con gli altri apparati informativi per integrarli e arricchirli nella specificità del mezzo. Ad esempio, è necessario non solo preparare un QR code con un link ad un contenuto multimediale ma è importante che sia arricchito con una didascalia che indichi chiaramente cosa si potrà vedere. Ad esempio: “guarda come si realizza un affresco” oppure “ascolta il commento del direttore del museo”, “vedi le opere dello stesso artista presenti nei musei della provincia”, etc.
Questo è un piccolo esempio di cosa fare per fare uscire l’utilizzo di questo tipo di apparati dall’utilizzo esclusivo dei fanatici della tecnologia fine a se stessa, allargandoli ad un pubblico più eterogeneo interessato a approfondire i contenuti delle opere esposte. Molta attenzione deve essere posta durante la progettazione alla integrazione e alla usabilità di questi ausili per renderli integrati e immediatamente fruibili dal più grande numero possibile di visitatori.
Naturalmente il tutto deve essere accompagnato dal personale del museo che deve essere disponibile a spiegare, guidare, aiutare il pubblico a orientarsi nell’utilizzo delle tecnologie.



Concordo con la sua riflessione. Ed aggiungo che quando non bene integrati nel percorso e nel progetto espositivo, gli strumenti multimediali possono addirittura diventare un ostacolo, un elemento di distanza tra il visitatore e l’oggetto/argomento dell’esposizione.